IMMAGINI
Quante cose ha fatto nella sua vita LORD ARTHUR, quante esperienze professionali ha vissuto, quanti mondi diversi uno dall'altro, dalle discoteche alla televisione, dai palcoscenici nelle piazze fino ai parchi di divertimento non fallendo mai un colpo. Ma la cosa che colpisce di piu' e' il suo ricordare in ogni particolare, in ogni sfumatura, ognuna di queste "avventure artistiche" trascinando con se chi lo ascolta, proiettandolo nei suoi racconti. Coinvolgendolo a tal punto da non poter fare a meno di chiudere gli occhi e di immedesimarsi in prima persona, in una di queste storie. Questo fa capire quanto LORD ARTHUR ha amato ed ama ogni situazione da lui proposta, senza mai rinnegarne una, credendo in quello che ha fatto e che sta' tuttora facendo... forse questo e' il segreto del suo successo !! SE NON E' MAGIA QUESTA .... DITEMI VOI COS'E' !!! Adesso caro LORD ARTHUR siamo tutti ansiosi di ascoltare i tuoi nuovi racconti da sosia di Hulk Hogan. Facci sognare come solo tu sai fare !!! Alexia.
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Incontro con l’artista per eccellenza di Verona che si
racconta e racconta….
Un pomeriggio con il sosia di
Hulk Hogan
Retroscena di un mondo all’apparenza magico !!
L’incontro era fissato alle ore 15.00 nel parcheggio
dell’autostrada .Nella zona e non solo Lord Arthur è noto per la sua fama
artistica, e anche se non l’avevo mai incontrato personalmente prima
d’ora , ho potuto conoscerlo
attraverso i numerosi articoli, apparsi su quotidiani e magazine,che la
stampa gli ha dedicato nell’arco della sua lunga carriera .Leggendoli mi
sono incuriosita a tal punto da volere
intervistare io stessa questo artista. E’ arrivato alla guida di un
imponente pick-up Dodge bianco che non passa sicuramente inosservato agli occhi
di chi lo vede. L’impatto iniziale
per me fu molto forte, un conto è una foto sul giornale, diverso è
trovarselo davanti dal vivo. Era la copia perfetta di Hulk Hogan !! Rimasi per
qualche secondo sbigottita e cercai di togliere quella situazione imbarazzante
che avevo creato, ma sembrava che Lord Arthur
fosse abituato a questo tipo di reazione “ne ebbi io stessa
conferma nell’arco della giornata”. Dopo i convenevoli delle
presentazioni decidemmo di spostarci da li, salimmo nella sua auto e iniziammo
un viaggio al momento senza meta. D’istinto iniziai a guardarmi attorno e
non potei fare a meno di notare uno stile prettamente U.S.A. Tutto ricordava
l’America, dal cappello da cow-boy Texano appoggiato sul sedile ad una
targa della Florida personalizzata fino ad arrivare a due grandi dadi da gioco
appesi riportanti i colori rosso e giallo tipici del costume di Hulk
Hogan…ogni gadget insomma, era a stelle e strisce.Per caso ti piace
l’America? gli chiesi ironicamente.Mi disse che era una sua grande
passione non a caso uno dei miei sogni, continuò, e’ proprio quello di
andare a visitarla e magari ,perché no, poter arrivare anche a stringere la
mano di Hulk Hogan e sapere che ne pensa del suo sosia italiano. Un cantiere
stradale ci fece rallentare e vidi un operaio chiamare i colleghi e indicare
verso di noi. Si avvicinarono e rimasero a bocca aperta “mi consolai
perché io stessa avevo avuto la stessa espressione” ,uno di loro disse:
tu sei il mio idolo come se stesse realmente parlando con Hulk Hogan Dopo aver
ripreso la marcia, attraverso lo specchietto retrovisore, vidi che gli operai
ci stavano ancora seguendo con lo sguardo. Mi disse che abitualmente aveva a
che fare con situazioni del genere.Per caso mi imbattei su un album posato sul sedile. Era il suo
book dal quale non si separava mai, li dentro c’è tutta la mia vita
disse. Con il suo consenso lo sfogliai vedendo un Lord Arthur in mille versioni. Qui non basta un
articolo,gli dissi, c’è materiale per un libro intero…le prime
pagine erano dedicate alla sua prima passione : la danza. Capelli scuri ricci e
lunghissimi grazie alle extencions “ primo uomo ad averle
precisò”.Notai con quanta meticolosità e precisione mi raccontava la sua
storia, sembrava viaggiasse con la mente a ritroso nel tempo e rivivesse quelle
esperienze nei minimi particolari trascinandomi nei suoi ricordi. Pagina dopo pagina mi rendevo conto di
quante cose aveva fatto in vent’anni di carriera, aveva toccato tutti i
settori possibili nel mondo dello spettacolo; ballerino, vocalist, presentatore,
personaggio televisivo,attore, ma quando glielo feci notare mi disse che non
era ancora sufficiente. Un artista deve continuamente stupire il suo pubblico e
mai adagiarsi sugli allori di un successo ottenuto, bisogna essere in continua
evoluzione “parola usata spesso da Arthur nell’arco della giornata”e
con la figura del sosia ci sto riuscendo alla grande. Mentre mi svelava aneddoti riguardanti le sue
numerose apparizioni televisive, fui attratta da una macchina che ci
affianco’ e vidi un ragazzino seduto dalla parte del passeggero che con
il telefonino stava riprendendo Arthur e si sbracciava per cercare di
salutarlo con il pollice alzato. Arthur contraccambiò il saluto che
mandò in delirio il bambino. Ci risiamo pensai fra me divertita.
Passammo davanti ad un Mc Donald’s. Ci incrociammo con lo
sguardo è bastò un attimo per capire che entrambi avevamo avuto la stessa idea,
infondo l’ora era quella giusta e io avevo ancora molte curiosità da
soddisfare. Credo che il motore del pick-up non fosse ancora spento , che in un
attimo ci trovammo circondati da persone. Sembrava tutto così surreale,quasi
magico, per un attimo ebbi il dubbio che al mio fianco ci fosse veramente Hulk
Hogan . Tornai in me ,ma la realtà non era molto diversa dal pensiero che avevo
appena fatto, infatti Arthur stava firmando autografi a raffica e distribuendo
delle sue foto che teneva in macchina pronte per questo tipo di situazione.
Qualcuno mi chiese qualche informazione su di lui, altri mi pregarono di
interagire per avere una stretta di mano, era incredibile tutto ciò !! La mia
sorpresa iniziale pian piano si trasformò in un sottile piacere, mi sentivo
coinvolta in questa avventura elettrizzante , mi sentivo un po’ diva pure
io “ed è una bella senzazione”anche se la star di tutto era Arthur.
Per tutta la nostra permanenza al fast-food ,sentivo ripetere: guarda Hulk
Kogan, ma quello è proprio lui, gli assomiglia tantissimo, Hulk Hogan , Hulk
Hogan, Hulk Hogan , e con la coda dell’occhio vedevo le persone che lo
additavano, che cercavano il suo sguardo per salutarlo. Ragazzi, bambini, mamme
e papà nessun escluso, tutti posarono lo sguardo su di lui, chi garbatamente,
chi più sfacciatamente ma tutti con estrema curiosità. Io mi sentivo al centro
dell’attenzione mentre Arthur continuava a cenare come se niente fosse ”adesso
capivo cosa voleva dire per lui essere abituato a questo”. Due fratellini
un po’ intimoriti si fecero coraggio e si avvicinarono al nostro
tavolo,molto gentilmente Arthur li prese in braccio e io scattai una serie di
foto. Erano al settimo cielo. Vedi ,mi disse, poter rendere felici le persone e far sorridere questi bambini
e’ la mia soddisfazione più grande, capisci perché non cambierei mai
questo mestiere con nessun altro nonostante tutte le difficoltà che comporta
essere artista. Riprendemmo da queste parole il viaggio che ci stava riportando
indietro. Tanti sacrifici e tante rinunce ecco a che cosa va incontro un
artista. E’ un tipo di vita che ti porta inevitabilmente a isolarti,
cominci a perdere gli amici di sempre a causa degli orari sballati che non coincidono
con i loro, non vedi quasi mai la tua famiglia e tanto meno ne puoi avere una
tua, nel mio caso devo passare molto tempo davanti al computer, sia per tenere
costantemente aggiornato il mio sito (www.lordarthur.com) , sia per cercare
possibilità di lavoro che nell’ottanta per cento poi si rivelano
clamorose “bufale”. Per diventare il sosia perfetto di Hogan
,”come intendo io” poi , mi ci è voluto un anno passato a guardare
tutti i suoi incontri di wrestling, ho studiato il suo carattere e mi sono perfino
iscritto ad una palestra di wrestling (è stato molto divertente ma anche molto
doloroso visto le numerevoli botte che ho preso cadendo male sul ring) per
capire di più questo affascinante sport
e non trovarmi impreparato al cospetto dei bambini che conoscono tutto
di questa disciplina. Trovarsi poi
giornalmente ad avere a che fare con
invidie e ingiustizie che ti costringono a tenere costantemente gli occhi
aperti e vigili per non cadere negli sgambetti che le persone sono disposte a
fare pur di combatterti artisticamente. Ma si va avanti con la speranza di avere almeno qualcosa in cambio che però
non sempre arriva. Stò inseguendo
“la grande occasione” che mi faccia fare un salto di qualità per non sentirmi e rimanere sulla linea
dell’eterno esordiente. Essendoci stato come ospite e come protagonista,
avendo capito come funziona questo ambiente , ho dedotto che l’unico
trampolino che ti può dare fama e
notorietà, è la televisione. Ma da quando ci sono stato io sono cambiate molte
cose, non basta più l’esperienza e la capacità . Ci vuole anche molta
fortuna , trovarsi nel posto giusto al momento giusto e sperare di suscitare
l’interesse di qualcuno. Bisogna insistere continuamente e credere che
prima o poi accada qualcosa di importante.
Alle volte le delusioni ti portano a dire di voler mollare tutto, ma
l’amore e la passione che ho per il mio lavoro ,mi fanno desistere da
questi brutti pensieri… In quel momento arrivammo al parcheggio, li ci
salutammo e reciprocamente ci siamo
ringraziati per aver passato una bella giornata insieme. Ero soddisfatta di
quel pomeriggio e allo stesso tempo un
po’ rammaricata che fosse già finito. Personalmente mi voglio sbilanciare e riconoscere che Arthur oltre ad essere un gran professionista
è anche una gran bella persona, piena di valori ,difficile da trovare nel suo
ambiente che grazie a lui , ho iniziato a capire e vedere con occhi diversi.
Gli auguro di realizzare tutti i suoi progetti e di vederlo presto ai vertici
della ribalta, con un pizzico di vanto per essere stata testimone per un giorno
del suo successo, e orgogliosa di poter dire al mondo: io l’ho conosciuto
!! A. F.